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AromaterapiaDEFINIZIONEIl termine aromaterapia indica l' impiego di essenze aromatiche, dette anche oli essenziali o oli volatili, per assicurare il pieno benessere, per prevenire la malattia o per curare alcune affezioni morbose. Il termine "aromaterapia" compare per la prima volta in un testo del 1937, scritto dal chimico francese René Gattefossé, relativo all' applicazione degli oli essenziali in dermatologia e nella cosmesi. L' autore intuì il potenziale terapeutico quando casualmente verificò su se stesso la capacità della Lavanda di guarire senza esiti una grave ustione della mano. Il medico francese Jean Valnet ha riassunto in un testo di Aromaterapia, pubblicato nel 1964, i preziosi studi sull' impiego degli oli essenziali nel trattamento specifico delle varie affezioni. La ricerca attuale si caratterizza soprattutto per il tentativo di codificare le regole di raccolta, preparazione e utilizzazione delle varie essenze. Ha inoltre l' obiettivo di isolare, testare e riprodurre i principi attivi responsabili dell' attività farmacologica degli oli essenziali. Gli oli essenziali sono essenze oleose, particolarmente concentrate in alcune parti della pianta: fiori, resina, corteccia, radici, buccia, foglie, frutti. Gli oli essenziali sono frazioni volatili ottenute dalle piante mediante distillazione in corrente di vapore. Presentano una composizione complessa. Sono poco solubili in soluzioni acquose. Stimolano intensamente l' olfatto, in quanto si volatilizzano a temperatura ambiente. GLI OLII ESSENZIALI La preparazione degli oli essenziali I principali metodi di estrazione degli oli essenziali sono due: distillazione e spremitura. Nel processo di distillazione le gocce di essenza di una pianta si ottengono introducendo le piante, dopo averle sminuzzate, in un alambicco con acqua bollente. Il vapore acqueo che si forma porta con sé le parti aromatiche che sono convogliate e raccolte in una serpentina raffreddata. Il metodo di estrazione per spremitura è basato sulla pressione a freddo delle bucce sminuzzate con l' aggiunta di un po' d' acqua. Viene utilizzato per la preparazione degli oli essenziali ottenuti dagli agrumi (limone, bergamotto). Gli oli essenziali presentano una concentrazione estremamente elevata. Le proprietà fisiche degli oli essenziali Gli oli essenziali hanno proprietà fisiche, chimiche e terapeutiche. Le principali proprietà fisiche degli oli essenziali sono la volatilità e la diffusibilità. In generale gli oli essenziali, se lasciati a contatto con l' aria, evaporano completamente. oli essenziali con "nota alta" oli essenziali con "nota media" oli essenziali con "nota bassa" Le proprietà chimiche degli oli essenziali Gli oli essenziali vengono classificati in base alla ricchezza dei costituenti: oli essenziali a prevalente contenuto in composti solforati (bisolfuro di allile nell' aglio); Alcune piante presentano una composizione chimica profondamente diversa a motivo della crescita in ambienti e condizioni climatiche diverse. Le varianti principali vengono definite "chemotipi". Così vengono identificati ben 6 "chemotipi" del Timo, in ciascuno dei quali la composizione in idrocarburi varia in maniera consistente: geraniolo 85-93 % linalolo 90-98 % terpineolo 90-96% carvacolo 75-80 % timolo 55-60 % Allo stato attuale sono stati identificati solamente alcune sostanze. Così nell' olio essenziale di Lavanda si sono individuati a tutt' oggi ben 160 costituenti. Le proprietà terapeutiche degli oli essenziali Le numerose proprietà terapeutiche degli oli essenziali derivano dalla loro complessa composizione chimica. In generale si distinguono le proprietà degli oli essenziali in base all' attività preminente su un apparato o sistema. Per brevità si ricorda l' azione antisettica, antibatterica, diuretica, antispasmodica, sedativa, tonificante, riequilibrante, diuretica, depurativa, antireumatica, afrodisiaca. POSOLOGIA Le modalità di assunzione degli oli essenziali Le modalità di utilizzazione delle essenze aromatiche sono molteplici: inalazione, olio per massaggio, gocce per via orale, bagni, impacchi, creme, gargarismi, lampada, pediluvi. Schematicamente viene distinta la somministrazione per via orale e per via esterna. La via orale Al risveglio: oli essenziali diuretici e "depurativi" Un quarto d' ora prima del pasto: oli essenziali ricostituenti, rimineralizzanti. Lontano dai pasti: oli essenziali antisettici, sedativi della tosse, antireumatici, protettori epatici, riequilibranti del ciclo mestruale. Dopo il pasto: oli essenziali digestivi, antifermentativi. Prima del riposo notturno: oli essenziali sedativi, facilitanti il sonno, favorenti la circolazione.
La via esterna Diffusore Massaggio Inalazione Gargarismi Irrigazione Impacchi Applicazione diretta Bagno Doccia Pediluvio L' aromatogramma Negli ultimi anni l' aromaterapia si è proposta all' attenzione universale soprattutto come uno strumento terapeutico ad attività antibiotica, basato sull' esecuzione di un aromatogramma. L' aromatogramma consiste nel seminare in una piastra il campione ottenuto dal paziente da trattare (espettorato, urina, secrezioni, sangue...). Si isolano le colonie di batteri che si sono sviluppate e si mettono a contatto con vari oli essenziali. Le precauzioni nell' uso degli oli essenziali Gli oli essenziali, estremamente concentrati, hanno un basso "indice terapeutico", nel senso che l' attività terapeutica è prossima a quella tossica. Per tale ragione è necessario evitare l' assunzione di oli essenziali per via orale, senza il consiglio di un medico esperto in aromaterapia. L' uso di alcuni oli essenziali va evitato in gravidanza: Anice, Basilico, Canfora, Cedro, Cipresso, Cisto, Chiodi di garofano, Coriandolo, Cumino, Ginepro, Issopo, Maggiorana, Mirra, Rosmarino, Salvia, Timo, Verbena. In età pediatrica è controindicato l' uso dei seguenti oli essenziali: Assenzio, Basilico, Canfora, Cedro, Cumino, Eucalipto, Rosmarino, Salvia. Alcuni oli essenziali hanno proprietà fotosensibilizzanti e possono indurre la comparsa di manifestazioni cutanee caratterizzate da una sensibilità esagerata e abnorme alla luce che si manifesta con eritema pruriginoso e pigmentazione. Le fitofotodermatosi sono fotodermatosi conseguenti alle proprietà fotosensibilizzanti di alcune furocumarine, presenti in essenze, appartenenti soprattutto alla famiglia delle Ombellifere. In generale, le fitofotodermatosi si manifestano in presenza di 3 fattori: I fitocomplessi principali potenzialmente responsabili di fitofotodermatosi contengono furocumarine, derivate dallo psoralene: La somministrazione e il contatto con questi fitocomplessi va evitato nel periodo che precede e durante la fase di esposizione al sole. Altri oli essenziali possono indurre fenomeni irritativi o allergici a livello cutaneo. A scopo preventivo può essere testata la potenziale sensibilità versando una goccia di essenza a livello dell' avambraccio. La comparsa di arrossamento intenso o vescicole controindica l' impiego della sostanza testata. Gli oli capaci di dare più frequentemente fenomeni irritativi sono: Anice, Arancio, Cannella, Cumino, Finocchio, Lemongrass, Limone, Menta, Neroli, Rosmarino, Santoreggia, Tea tree, Verbena. Nella tendenza a crisi convulsive vanno evitati: Canfora, Cedro, Finocchio, Issopo, Rosmarino, Salvia. Gli effetti tossici risultano particolarmente evidenti nell' impiego di determinate essenze: Artemisia, Finocchio, Ruta, Sabina, Senape nera, Thuia. L' assunzione di certi oli essenziali deve comportare alcune precauzioni: La Lavanda non va assunta in concomitanza con trattamenti a base di ferro e iodio. La Salvia non deve essere assunta con sostanze alcoliche o contenenti ferro. Va evitato l' uso in presenza di tumore al seno. Il Sandalo va evitato in presenza di un danno renale acuto. |
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