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Oligoterapia

DEFINIZIONE

Il termine Oligoterapia, dal greco oligos = poco, indica un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di oligoelementi, a dosi deboli, dell´ordine del milionesimo di grammo.

In senso più ampio, l’ oligoterapia utilizza anche elementi minerali che non sono propriamente oligoelementi, ma che appartengono al gruppo degli elementi plastici (Zolfo, Fosforo) o degli elementi maggiori (Magnesio, Potassio).

Le origini dell´oligoterapia
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Nel 1894 Gabriel Bertrand evidenzia il ruolo essenziale svolto dagli oligoelementi come biocatalizzatori, cioè acceleratori delle reazioni chimiche, nella biologia vegetale ed animale. Egli giunge ad affermare, in aperta polemica con l’ opinione del tempo che riteneva come impurità la presenza di elementi in traccia:
“L’ organismo appare come una sorta di oligarchia nella quale enormi masse di elementi passivi sono dominati da un piccolo numero di elementi catalizzatori”.

Negli anni ‘ 20 J.U. Sutter tratta con successo eczema ed asma bronchiale, con un preparato oleoso a base di Manganese e Rame.

Negli anni ‘ 30, il medico francese Jacques Ménétrier sperimenta il preparato di Sutter nella Tbc, ottenendo risultati favorevoli su un gruppo di pazienti che presentavano caratteristiche ben definite. Quindi introduce l´uso sistematico degli oligoelementi in terapia, definendo l´oligoterapia catalitica. Indicazione elettiva per il trattamento con gli oligoelementi sono i disturbi funzionali, non lesionali. Per questa ragione viene introdotto il termine di Medicina Funzionale per indicare il metodo clinico-terapeutico per lo studio e il trattamento di tali disturbi.

Nei decenni seguenti, la Scienza dell´Alimentazione ha contribuito alla nascita di un secondo indirizzo di Oligoterapia, definito "nutrizionale", basato sulla individuazione del ruolo degli oligoelementi, sulla determinazione del loro fabbisogno, sulla evidenziazione di carenze o eccessi e sulla loro eventuale integrazione alimentare.

Più recentemente si è configurato un terzo indirizzo in oligoterapia, basato sulla somministrazione di elementi minerali a dosi elevate, definite “farmacologiche”, nel trattamento di alcuni quadri morbosi.

Diversamente da quanto si ritiene abitualmente, l’ oligoterapia non è una metodica terapeutica unitaria. Vengono distinte, infatti, 3 indirizzi: catalitica, nutrizionale e farmacologica.

Oligoterapia “catalitica”
Origini storiche. La prima configurazione dell’ oligoterapia nasce negli anni ‘ 30, con l’ opera del medico francese Jacques Ménétrier. Egli si avvale dei lavori preliminari di Gabriel Bertrand e J.U. Sutter.
Caratteristiche. L’ oligoterapia catalitica si basa sull’ impiego di oligoelementi come bio-catalizzatori nel trattamento di manifestazioni funzionali e secondo la teoria delle “diatesi”.
Apporto consigliato. Da un punto di vista quantitativo, l’ attività ottimale viene svolta per un apporto in oligoelementi dell’ ordine del milionesimo di grammo.
Oligoterapia “nutrizionale”
Origini storiche. Negli anni ‘ 50, la Scienza dell’ Alimentazione evidenzia il ruolo di molti elementi chimici e ne definisce il fabbisogno.
Caratteristiche. L’ oligoterapia nutrizionale è basata sull’ integrazione alimentare di oligoelementi nelle situazioni di carenza o di aumentato fabbisogno.
Apporto consigliato. E’ estremamente variabile per i singoli elementi e per lo stesso elemento in condizioni diverse. In generale, viene espresso in frazioni di mg o in mg.
Oligoterapia “farmacologica”
Origini storiche. Negli anni ‘ 60 in alcuni lavori clinici viene proposto l’ uso farmacologico di alcuni elementi.
Caratteristiche. Tale indirizzo utilizza dosi “farmacologiche” di un elemento, nel trattamento di alcune forme morbose particolari.
Apporto consigliato. La quantità consigliata è nettamente superiore a quella dell’ integrazione alimentare ed è dell’ ordine dei mg.


GLI OLIGOELEMENTI

La scoperta degli oligoelementi è opera di Gabriel Bertrand e di Marcel Macheboeuf.

Gli oligoelementi sono elementi chimici presenti nel corpo umano ad una concentrazione inferiore a 0,01 %. Gli oligoelementi costituiscono circa l' 1 % degli atomi del corpo umano. I più abbondanti sono: il Ferro, il Fluoro, il Silicio, lo Zinco ed il Rame. La maggior parte di essi ha una concentrazione totale inferiore a 10 mg., come il Manganese, il Selenio, il Cromo, il Litio, lo Iodio, il Molibdeno, il Cobalto, il Vanadio. Per la loro bassa concentrazione, questi elementi vengono definiti "ultramicroelementi".

Viene indicata, qui di seguito, la quantità media totale di alcuni oligoelementi nell' uomo adulto.

Ferro 5 g
Fluoro 3 g
Silicio 2-3 g
Zinco 1-3 g
Rame 70-120 mg
Vanadio 15-20 mg
Manganese 12-20 mg
Iodio 10-20 mg
Selenio 5-13 mg
Molibden 10 mg
Nickel 10 mg
Cromo 6 mg
Arsenico 1-2 mg
Cobalto 1,5 mg

Gli elementi essenziali

Viene ritenuto "essenziale" ogni elemento minerale la cui carenza comporta l' alterazione di una o più funzioni, le quali possono essere corrette da un apporto adeguato dell' elemento stesso.

Gli elementi minerali essenziali svolgono, dunque, un ruolo fisiologico fondamentale nella chimica del vivente, al punto tale che un organismo non può crescere o completare il suo ciclo vitale senza di essi.

Gli elementi essenziali sono presenti in tutti i tessuti sani, svolgono un ruolo che non può essere sostituito da nessun altro ed hanno una concentrazione relativamente costante, che richiede un continuo controllo di tipo omeostatico.
All' inizio degli anni ' 60, solo una decina di tutti gli elementi minerali rispondeva ai requisiti descritti. Al momento attuale circa 1/3 degli elementi del sistema periodico possono essere considerati "essenziali".
Tra gli oligoelementi 15 sono da ritenersi "essenziali". Di essi 4 sono "metalloidi": Fluoro, Iodio, Selenio e Silicio. Gli altri 11 appartengono al gruppo dei "metalli di transizione": Cromo, Cobalto, Ferro, Litio, Manganese, Molibdeno, Nickel, Rame, Stagno, Vanadio, Zinco.

Esistono alcuni oligoelementi che pur non essendo considerati "essenziali", possono svolgere un' attività terapeutica: Alluminio, Argento, Oro, Bismuto, Germanio.

L' attività degli oligoelementi

In generale, gli oligoelementi svolgono funzioni catalitiche, attivano ormoni, partecipano al metabolismo degli zuccheri, delle proteine e dei grassi, partecipano ai meccanismi di difesa e alla lotta contro i radicali liberi.

In particolare essi svolgono un' attività catalitica. Un catalizzatore è una sostanza che modifica la velocità di una reazione chimica, solitamente accelerandola, senza subire modificazioni da questa reazione. Un enzima è un catalizzatore composto da proteine che diventa attivo solo in presenza di oligoelementi.

Ogni cellula del corpo umano è un piccolo laboratorio in cui si verifica un numero imponente di reazioni, ordinate dalla attività specifica e selettiva dell' attività degli enzimi. Enzimi ed oligoelementi sono, quindi, fattori cellulari vitali.

L´oligoterapia "catalitica"

E´ il primo indirizzo di oligoterapia, introdotto negli anni ´30, dal medico francese Jacques Ménétrier. Secondo l´oligoterapia catalitica, le moderne condizioni di vita, l´inquinamento alimentare, atmosferico e medicamentoso, le malattie, comportano fenomeni di blocco degli oligoelementi presenti nell´organismo, con l´inattivazione parziale o totale dell´attività degli enzimi, da loro presieduta. Tale fenomeno è definito "chelazione". Le manifestazioni morbose delle malattie originerebbero da tali blocchi.

L' oligoterapia nutrizionale

Storicamente, l' oligoterapia nutrizionale è la seconda forma di utilizzazione sistematica degli elementi minerali. Si sviluppa negli anni ' 60 grazie ai notevoli progressi della Scienza dell' Alimentazione che consentono di determinare il ruolo dei vari oligoelementi e il loro fabbisogno.

L' individuazione di una carenza in oligoelementi essenziali, implica la correzione, attuata mediante opportuna integrazione.

Più recentemente si è sviluppata la Medicina Ortomolecolare e la Nutriterapia.
Oggetto di studio di tali discipline è lo studio del ruolo dei micronutrienti essenziali (oligoelementi, vitamine, aminoacidi ed acidi grassi essenziali) e la loro somministrazione in condizioni di carenza. A questo importante capitolo della Scienza dell' Alimentazione verrà dedicato un testo monografico successivo.

L' oligoterapia "farmacologica"

E' la forma più recente di utilizzazione terapeutica di elementi minerali.
L' oligoterapia farmacologica si basa sull' impiego di concentrazioni nettamente più elevate di oligoelementi, rispetto all' oligoterapia catalitica e nutrizionale, che vengono definite "farmacologiche". L' attività terapeutica risultante appare nettamente diversa da quella ottenuta con l' approccio nutrizionale.

Se si esamina il grafico che evidenzia l' attività biologica ottimale di un oligoelemento in base al suo apporto ed alla concentrazione, si può rilevare la presenza di una zona, detta "ergotropica", interposta tra apporto ottimale e zona tossicologica, che corrisponde all' effetto farmacologico.

Alcuni esempi di utilizzazione clinica dell' oligoterapia farmacologica sono quelli dell' impiego del Fluoro nel trattamento dell' osteoporosi, del solfato di zinco nel trattamento dell' artrite psoriasica e del morbo di Wilson oppure del Rame, in associazione con Novocaina e salicilato di sodio, nel trattamento dell' artrite reumatoide.

LE DIATESI

In base all´osservazione clinica, J. Ménétrier individuò 4 grandi tendenze morbose generali che definì "diatesi". Per ogni "diatesi" precisò le caratteristiche cliniche e gli oligoelementi specifici.

Nel corso della vita si passa lentamente dalle diatesi 1 e 2, dette "diatesi di nascita", in quanto condizionate dal patrimonio genetico e familiare, alle diatesi 3 e 4, dette "diatesi di involuzione".

Le prime due sono definite anche "diatesi giovani" perché esprimono vitalità, capacità di difesa e di adattamento, mentre le ultime due sono dette "vecchie" per il progressivo venire meno della vitalità.
In condizioni abnormi (infezioni, traumi, interventi chirurgici, abuso di farmaci, esposizione a condizioni di stress, abitudini voluttuarie...) si può assistere ad una accelerazione di passaggio ad una diatesi più "vecchia".

La somministrazione precoce e tempestiva dell´oligoelemento adatto favorisce il ripristino della condizione precedente, con il passaggio alle diatesi più "giovani".

La diatesi 1 - "allergica" o del Manganese
La diatesi 1 - "allergica" raggruppa un insieme di manifestazioni morbose, espressione di una reattività abnorme, eccessiva, di tipo prevalentemente allergico (orticaria, eczema, asma bronchiale, rinite allergica, ipertensione arteriosa, palpitazioni, colon irritabile, algie diffuse senza deformità articolari).
Da un punto di vista del comportamento questo modello presenta una iperattività, intensa emotività, agitazione e euforia verso fine giornata.
L´oligoelemento di base indicato in queste forme morbose è il Manganese, mentre elementi complementari utili sono lo Zolfo e lo Iodio.

La diatesi 2 - "ipostenica" o del Manganese-Rame
La diatesi 2 - "ipostenica" raggruppa un insieme di manifestazioni morbose caratterizzate da processi infettivi a ripetizione a livello otorinolaringoiatrico, respiratorio, gastroenterico e urinario (rinite, faringite, tonsillite, otite, sinusite, bronchite, cistiti recidivanti, tendenza all´ipotiroidismo, alcune forme di eczema, colite, mestruo doloroso).
Dal punto di vista del comportamento questo modello reattivo è caratterizzato da ipostenia, facile affaticabilità, necessità di molte ore di recupero e di sonno, calo energetico nella seconda metà della giornata.
La terapia con oligoelementi è basata sulla somministrazione del complesso Manganese-Rame. Di frequente va associato il Rame, come oligoelemento complementare.

La diatesi 3 - "distonica" o del Manganese-Cobalto
La diatesi 3 - "distonica", detta anche "neuroartritica", raggruppa un insieme di manifestazioni morbose conseguenti a distonia neurovegetativa (disturbi della circolazione arteriosa e venosa, gastroduodenite, ulcera gastroduodenale, intestino irritabile, artrosi nelle sue varie localizzazioni, fibromialgie, disturbi della menopausa, insonnia, ansia e turbe dell´umore, alterazioni del metabolismo).
E´ dominata dall´ansia e dalla diminuita capacità di concentrazione e di memoria. Caratteristica è la stanchezza al mattino, ma soprattutto il progressivo affaticamento nel corso della giornata che si esprime con senso di peso agli arti inferiori. Viene definita diatesi "vecchia" e di "involuzione", in quanto si perviene ad essa partendo dalle prime due diatesi.
Il trattamento delle manifestazioni di questo modello reattivo è il complesso Manganese-Cobalto. Oligoelementi complementari frequentemente indicati sono: Cobalto, Magnesio, Potassio, Litio.

La diatesi 4 - "anergica" o del Rame-Oro-Argento
E´ la diatesi caratterizzata dalla mancanza di vitalità e capacità di adattamento dell´organismo (convalescenza, esiti di trauma recente o remoto, dopo un intervento chirurgico, processi infiammatori e infettivi a ripetizione e a lenta risoluzione, compromissione dello stato generale, depressione). Può essere transitoria o lieve come nella convalescenza, oppure essere persistente nelle situazioni precedenti lesioni anche gravi.
Si evidenzia la perdita progressiva della memoria con atteggiamento generale di rinuncia con tendenza all´isolamento e alla depressione. La stanchezza generale non migliora con il riposo.
Il trattamento richiede il complesso Rame-Oro-Argento.

Il rapporto tra le diatesi
Le diatesi descritte da Ménétrier in Medicina Funzionale, sono modelli reattivi generali capaci di una progressione evolutiva.
Nel corso della vita si passa progressivamente dalle diatesi 1 e 2, dette "diatesi di nascita" in quanto condizionate dal patrimonio genetico familiare, alle diatesi 3 e 4, dette "diatesi di involuzione". Le prime due sono definite anche "diatesi giovani" perchÈ esprimono vitalità, capacità di difesa e di adattamento, mentre le ultime due sono dette "vecchie" per il progressivo venire meno della vitalità.
In condizioni fisiologiche si assiste ad una evoluzione dalle prime diatesi alle ultime. Tuttavia, episodi infettivi ripetuti, traumi fisici e psichici, interventi chirurgici, abuso di farmaci, surmenage psico-fisico, abusi alimentari o sessuali, abitudini voluttuarie, possono accelerare il passaggio ad una diatesi più "vecchia".
La somministrazione precoce e tempestiva dell´oligoelemento specifico favorisce il ripristino della condizione precedente con il passaggio alle diatesi più "giovani". In tal modo, un paziente che presenti prematuramente le caratteristiche della diatesi "distonica", con l' assunzione di Manganese-Cobalto, può ritornare alla diatesi 1. Questa possibilità di passaggio da una diatesi all´altra, rende necessaria una valutazione periodica del singolo caso, non oltre i 2-3 mesi, per poter adeguare il trattamento alle modificazioni intervenute.

La "sindrome da disadattamento"
Secondo J. Ménétrier e H. Picard, la "sindrome da disadattamento" è la difficoltà di adattamento delle ghiandole endocrine agli stimoli ipofisari, secondo l' asse ipofiso-genitale e ipofiso-pancreatico. Non fa propriamente parte delle 4 diatesi descritte in precedenza, ma può associarsi ad esse.
Nella sindrome da disadattamento relativa all' asse ipofiso-genitale si possono manifestare:
- Ritardi di sviluppo locale o generale.
- Impotenza sessuale funzionale.
- Disfunzioni ovariche e del ciclo mestruale.
Nella sindrome da disadattamento correlata con alterazioni dell' asse ipofiso-pancreatico, si hanno manifestazioni da alterazioni del metabolismo glucidico:
- Bulimia.
- Malessere prima dei pasti.
- Sonnolenza post-prandiale.
L' associazione Zinco-Rame è il regolatore endocrino della sindrome da disadattamento dell' asse ipofiso-genitale, mentre l' associazione Zinco-Nickel-Cobalto è indicata nella sindrome da disadattamento dell' asse ipofiso-pancreatico.

I preparati in oligoterapia catalitica
Vengono ricordati brevemente le caratteristiche fondamentali dei preparati in oligoterapia catalitica.

Gli oligoelementi non possono essere somministrati in soluzione sotto forma di metallo, ma in forma ionizzata.
La quantità dell' oligoelemento è dell' ordine del milionesimo di grammo (10 -6 g) in modo da assicurare un' ampia superficie di contatto e quindi la possibilità di legame. Quantità superiori aumentano gli aggregati tra gli oligoelementi, diminuendo la loro disponibilità.
Gli ioni metallici devono presentarsi sotto forma di "alta energia" (teoria dei quanti) per essere capaci di attivare gli elementi già presenti nell' organismo, ma non biodisponibili a motivo della chelazione.
In commercio sono disponibili numerosi preparati. Cloruri, nitrati e solfati manifestano un' azione irritante sulla mucosa gastrointestinale. In oligoterapia catalitica, i gluconati sono preparati ottimali. Il radicale anionico impiegato è il gluconato, precursore diretto del glucosio. L' ossidazione del gluconato porta all' acido gluconico che rappresenta una delle vie di detossicazione più importanti dell' organismo. La farmacocinetica rivela un assorbimento ottimale per via perlinguale, sovrapponibile a quella iniettiva. Particolare interesse rivestono alcuni preparati che utilizzano come veicolo per gli oligoelementi, l' acido pidolico. Si tratta di un aminoacido ciclico che assicura il trasporto attivo degli oligoelementi, in maniera ottimale e senza alcun rischio di tossicità.

Le regole di assunzione degli oligoelementi
I preparati oligoterapici, generalmente sotto forma di gluconati, vanno somministrati per via perlinguale, a digiuno e tenuti in bocca, per 2 minuti, prima di essere deglutiti.
L' oligoterapico va assunto preferibilmente al mattino, a digiuno, almeno 5 minuti prima di colazione.
La somministrazione serale di oligoelementi deve avvenire 10 minuti prima di cena o almeno 2 ore dopo cena.
Se è indicata la somministrazione di 2 oligoelementi, è preferibile far assumere l' oligoelemento di base o diatesico al mattino, a digiuno ( Manganese, Manganese-Rame, Manganese-Cobalto, Rame-Oro-Argento ) e l' oligoelemento complementare, alla sera, prima del riposo notturno.
La durata media di un trattamento iniziale con oligoelementi è di 3 mesi.
I cicli di trattamento possono essere ripetuti, ma rispettando sempre una pausa di almeno 15-30 giorni.
La posologia media consigliata è uguale per bambini, adulti e anziani.
La posologia va adattata alla reattività del paziente. Solitamente nelle forme acute la somministrazione è più frequente.
In presenza di un aggravamento iniziale, in particolare dopo la somministrazione di Manganese, va sospeso il trattamento per 8-10 giorni e ripreso con somministrazioni meno frequenti.

Le principali regole posologiche in oligoterapia
In generale, i preparati oligoterapici, generalmente sotto forma di gluconati, vanno somministrati per via perlinguale, a digiuno e tenuti in bocca, possibilmente sotto la lingua, per 2 minuti, prima di essere deglutiti.
L' oligoterapico prescritto al mattino, verrà assunto a digiuno, almeno 5 minuti prima della colazione.
La somministrazione serale di oligoelementi deve avvenire almeno 2 ore dopo la cena.
Se la prescrizione prevede 2 oligoelementi al giorno, è preferibile far assumere l' oligoelemento di base o diatesico, al mattino, a digiuno e l' oligoelemento complementare, alla sera, prima del riposo notturno.
Quando la prescrizione prevede 3 oligoelementi al giorno, ci si comporta come nella situazione precedente e si inserisce la somministrazione del terzo oligoelemento, nel corso della giornata.
E' opportuno evitare la doppia somministrazione quotidiana di 2 oligoelementi e preferire, invece, la prescrizione di una doppia somministrazione di ciascun oligoelemento, ma a giorni alterni.
La durata media di un trattamento iniziale è di 2 mesi per il Manganese e di 3 mesi per gli altri oligoelementi di base o diatesici.
I cicli di trattamento possono essere ripetuti, ma rispettando sempre una pausa di almeno 15-30 giorni.
Quando si alternano più oligoelementi nel corso della settimana, è preferibile non lasciare delle "finestre" terapeutiche. E' più agevole per il paziente seguire un trattamento quotidiano, 3 settimane al mese, piuttosto che 5 giorni alla settimana per periodi prolungati.
In presenza di un aggravamento marcato, soprattutto dopo la somministrazione di Manganese per manifestazioni allergiche, si sospende il trattamento per 8-10 giorni.
La logica delle associazioni di oligoelementi
Una grande parte delle prescrizioni in oligoterapia catalitica prevede l' associazione di oligoelementi di base e complementari. La sinergia tra elementi mira a rendere ottimale l' effetto terapeutico. Le esemplificazioni proposte per ciascuna "diatesi" non sono ricette stereotipate, ma una guida modulabile in funzione della varietà della patologia e della sua evoluzione.

Diatesi 1
Nell' asma allergica il Manganese viene associato allo Zolfo e al Fosforo, mentre nel trattamento dell' emicrania si sfrutta la sinergia di Manganese, Cobalto, Fosforo e Zolfo.

Diatesi 2
Per la prevenzione delle infezioni recidivanti delle prime vie aeree nell' infanzia, è utile associare Manganese-Rame e Zolfo, mentre nei casi più gravi è opportuno ntegrare, nella prescrizione, Rame-Oro-Argento.

Diatesi 3
L' indicazione sinergica di Manganese-Cobalto, Magnesio e Potassio è vantaggiosa per le sindromi dolorose artrosiche, con l' aggiunta di Fluoro in caso di osteoporosi.

Diatesi 4
Nella depressione, caratteristica della diatesi "anergica", si alterna Rame-Oro-Argento con il Litio. La strategia generale dell' oligoterapia catalitica Lo scopo fondamentale dell' oligoterapia catalitica è la correzione delle alterazioni funzionali, inquadrate nei 4 modelli reattivi generali, detti "diatesi", mediante la somministrazione dell' oligoelemento diatesico specifico (Manganese, Manganese-Rame, Manganese-Cobalto, Rame-Oro-Argento), eventualmente integrata dalla prescrizione di oligoelementi complementari o ad attività neuroendocrina (Zinco-Rame, Zinco-Nickel-Cobalto). Vengono proposte, in maniera schematica, le fasi della metodologia in oligoterapia catalitica.
Raccolta dei dati
E' la raccolta metodica, completa e coerente delle informazioni finalizzate allo studio di familiarità, tendenze morbose e aspetto psicocomportamentale del paziente in esame.
Interpretazione dei dati
Dalle informazioni raccolte si cerca di individuare la diatesi dominante, secondo il modello interpretativo della Medicina Funzionale.
- Diatesi 1 "allergica" o del Manganese.
- Diatesi 2 "ipostenica" o del Manganese-Rame.
- Diatesi 3 "distonica" o del Manganese-Cobalto.
- Diatesi 4 "anergica" o del Rame-Oro-Argento.
Diagnosi operativa
Consiste nella scelta dell' oligoelemento o degli oligoelementi di base, eventualmente associati ad oligoelementi complementari e nella prescrizione di tempi e modalità della terapia.
Verifica
Le modificazioni del terreno o diatesi, indotte terapeuticamente consigliano di eseguire un controllo clinico dopo 2-3 mesi.
Le controindicazioni
Il termine "controindicazioni" riferito all' oligoterapia va evitato, in quanto gli oligoelementi non solo sono atossici, ma addirittura dei regolatori.
Per l' oligoterapia catalitica è più opportuno parlare di "non-indicazioni".
Gli oligoelementi non sono indicati negli stati lesionali gravi ed evolutivi, nelle insufficienze d' organo conclamate, nelle psicosi e nelle nevrosi strutturate.
L' uso prolungato e regolare di cortisonici, assunti per un periodo superiore ad un anno, o il trattamento con psicofarmaci neurolettici e antidepressivi, costituiscono un ostacolo all' attività degli oligoelementi.
In caso di errore diagnostico, l' oligoelemento somministrato non evidenzia effetti favorevoli o negativi, ma si rivela semplicemente inutile.
Si può segnalare un' intolleranza piuttosto rara al Cobalto, assunto in forma semplice o come Manganese-Cobalto, con sensazione di malessere e vertigini. In alcuni casi la somministrazione di Rame può indurre turbe digestive con crampi addominali.
Tali fenomeni reattivi cessano con l' arresto della somministrazione.
Dopo la somministrazione di Manganese, le manifestazioni allergiche possono presentare un' accentuazione transitoria. In tal caso si interrompe la somministrazione di Manganese per 8-10 giorni e si riprende con una posologia ridotta (una dose ogni 7-14 giorni).
Talvolta viene attribuita la comparsa di irritabilità e turbe del sonno alla somministrazione di Rame-Oro-Argento. In realtà ciò è dovuto alla correzione dell' anergia con passaggio dalla diatesi 4 alla diatesi 1, caratterista da agitazione serotina ed insonnia. In questa caso andrà modificato il trattamento con la somministrazione di Manganese, talora associato a Litio ed Alluminio.

alluminio
argento
bismuto
calcio
cobalto
ferro
fluoro
fosforo
iodio
litio
magnesio
manganese
manganese-cobalto
manganese-rame
nickel
oro
potassio
rame
rame-oro-argento
selenio
silicio
zinco
zinco-nickel-cobalto
zinco-rame
zolfo
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